Pensa a una persona in pensione che ha lavorato un solo giorno, guadagnando 83,91 euro, e si è vista chiedere dall'Inps quasi 24mila euro. È uno dei casi seguiti dall'Inca Cgil e arrivati fino alla Corte costituzionale. Oggi la Cassazione, con la sentenza n. 26864 del 14 ottobre 2026, mette fine a questa logica: chi viola il divieto di cumulo di quota 100 subisce una riduzione della pensione pari al reddito da lavoro percepito, non la perdita di un anno intero.

Cosa cambia in pratica? La sentenza modifica il calcolo delle conseguenze, non la regola: fino alla pensione di vecchiaia il divieto resta. E non porta automaticamente all'annullamento delle richieste o al rimborso di quanto già restituito. Bisogna guardare ogni posizione: i termini, eventuali cause in corso, le decisioni già definitive. Intanto chiediamo che l'Inps adegui la propria prassi, senza costringere le persone ad andare in tribunale.

Se hai ricevuto una richiesta di restituzione o hai trattenute sulla pensione, nelle sedi INCA dell'Umbria controlliamo insieme la tua situazione e gli importi richiesti.

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