Un rider, una frattura, trenta giorni di prognosi. E poi la scelta di non restare in silenzio. Grazie al supporto di Nidil Cgil e Patronato Inca, quello che poteva essere un episodio dimenticato è diventato invece uno dei primi casi in Italia di riconoscimento dell'infortunio sul lavoro per un corriere del food delivery. Un precedente prezioso, in un settore in cui il numero reale degli infortuni resta in gran parte sommerso.

Ogni caso portato a termine con successo è un tassello in più nella costruzione di una tutela più solida per tutti i rider: lavoratori spesso giovani, stranieri, poco informati sui propri diritti, e per questo particolarmente esposti al rischio di rinunciare a ciò che spetterebbe loro. L'azione dell'Inca, in questo senso, non si limita ad assistere il singolo lavoratore, ma contribuisce a tracciare un percorso che altri potranno seguire, rafforzando così la battaglia collettiva per condizioni di lavoro più giuste nel settore delle consegne.

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