Una lavoratrice di Capo Verde, convinta da più consulenze di non avere diritto alla pensione dopo vent'anni di lavoro in Italia, ha ottenuto oltre 40mila euro di arretrati e un assegno mensile di 615 euro grazie all'intervento dell'Inca, dello SPI e dell'ufficio immigrati.

Il caso dimostra come pratiche transnazionali complesse — tra documenti da tradurre e contributi difficili da recuperare — rischino di privare lavoratrici e lavoratori migranti di diritti che spettano loro: rivolgersi al patronato può fare la differenza.

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