Mentre il costo della vita continua a colpire i redditi fissi, le risposte del Governo in tema di pensioni appaiono poco più che simboliche. L’analisi dettagliata della Legge di Bilancio rivela una realtà fatta di aumenti da "prefisso telefonico" — come i 3 euro mensili per le minime o il taglio Irpef irrisorio per il ceto medio — a fronte di un innalzamento concreto dell'età pensionabile previsto per il prossimo biennio. In questo articolo esamineremo come le scelte di bilancio stiano erodendo il potere d'acquisto dei pensionati e restringendo l'accesso alla flessibilità, delineando un Paese che, senza il traino del PNRR, fatica a garantire dignità a chi ha lavorato una vita e a chi ha appena iniziato.
Tania Scacchetti nell’ultima edizione del notiziario Inca, leggi l’intero articolo:

